Amministrazioni Condominiali Evolute
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C.I.S.A.C.I. Consulting S.C Consulenza Integrata Servizi Amministrativi Condominiali Immobiliari - Gestione Manageriale Evoluta -
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12 Luglio 2015

Le novità introdotte dalla legge sulle modalità di calcolo dei consumi del servizio di riscaldamento nei condomini dotati di impianto centralizzato.

 

Una parte non minima di condomini è ancora oggi dotata di impianti centralizzati per la fornitura del gas ai fini del riscaldamento (e anche raffreddamento) degli ambienti.

 

Sebbene da anni si stia assistendo alla dismissione e conseguente cessazione di molti degli impianti centralizzati, sono ancora molti i condomini che risultano dotati di questo tipo di impianto unico ed è facile prevedere che la tendenza alla dismissione subirà un arresto in considerazione del periodo di crisi e degli elevati costi che il distacco comporta.

 

 

È allora utile rammentare che, di recente, è stata introdotta una novità [D. lgs. n. 102 del 2014.che di sicuro porterà con sé polemiche e discussioni. Le nuove norme, che nelle intenzioni del legislatore mirano all’efficienza energetica, introducono importanti modifiche per ciò che concerne la contabilizzazione del calore nei condomini che abbiano impianti centralizzati.

 

La nuova legge [Art. 9, comma 5, d. lgs. n. 102 del 2014.], infatti, stabilisce che, allo scopo di favorire il contenimento dei consumi energetici (attraverso la contabilizzazione dei consumi individuali e la suddivisione delle spese in base ai consumi effettivi di ogni singolo centro di consumo individuale), se i condomini sono alimentati da sistemi comuni di riscaldamento (o anche di raffreddamento) l’importo complessivo dovrà essere suddiviso in base agli effettivi consumi volontari di energia termica secondo quanto previsto dalla norma tecnica Uni 10200 e successivi aggiornamenti.

 

Ciò vuol dire che la ripartizione condominiale della spesa per i consumi relativi al riscaldamento centralizzato (o raffreddamento) dovrà obbligatoriamente essere effettuata dall’amministratore secondo le norme Uni 10200.

 

E ciò è tanto più vero se si considera che la legge stessa [Art. 16, comma 8, d. lgs. n. 102 del 2014] prevede sanzioni da 500 euro fino a 2.500 euro nel caso in cui, invece, la suddivisione avvenga secondo criteri differenti.

 

Il nuovo criterio, quindi, imporrà, proprio per il rispetto del criterio dei consumi effettivi, di dotare ogni singolo centro di consumo (dunque ogni appartamento) di un contabilizzatore dei consumi che si siano effettivamente prodotti in quella unità immobiliare.

 

È quindi d’obbligo, sin da adesso, verificare attentamente il rispetto di queste norme e le modalità di suddivisione dei consumi contenute nelle delibere delle assemblee condominiali chiamate ad approvare le ripartizioni presentate dall’amministratore.

 

Infatti, se nei prossimi mesi dovesse arrivare una pronuncia della Cassazione che stabilisca che le norme di legge sulla contabilizzazione del calore in base ai consumi effettivi hanno carattere inderogabile, allora dovranno essere dichiarate nulle (e non soltanto annullabili) tutte le delibere di assemblea condominiale che approvassero ripartizioni dei consumi di calore in base a criteri diversi (ad esempio secondo i vecchi criteri dei cosiddetti millesimi calore che non si basavano sui consumi effettivi).

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